Pane nel coccio di terracotta al forno

Il riuso degli avanzi di cucina

Il pane raffermo non è uno scarto, né tanto meno un rifiuto. Così, come spesso risulta, invece, agli occhi del consumista medio. In realtà si tratta di un avanzo. Si, proprio così di un avanzo:

 chiamasi avanzo quel rimasuglio del pasto precedente o del giorno prima ancora utilizzabile per ulteriori trasformazioni di prodotto, non nocivo e commestibile

Gli avanzi della tavola sono i protagonisti quasi indiscussi della nostra tradizione culinaria. Usanza nobile nello spirito ma non per le materie prime. La buona parte delle ricette della tradizione, ricevute in eredità dal passato, soprattutto dalla saggezza popolare, le cosiddette ricette di vulgata, hanno reso celebre la nostra tavola tralasciando un particolare: spesso si è trattato di avanzi, seconde scelte, quinti quarti ecc..

Come nani sulle spalle dei giganti …in tempi di quarantena stiamo attenti allo spreco

In questi giorni di isolamento dal mondo, in cui la dissipazione è la prima cosa da evitare come il Covid-19, pena file chilometriche al supermercato con il portafoglio in lacrime e mascherina alla bocca, sarebbe il caso di osservare un insegnamento proveniente dalle lontane scuole cattedrali, di preciso quella di Chartres. Che poco c’entra con l’economia domestica e la pop cuisine. Bernardo il neoplatonico ci dà un ottimo consiglio dall’alto medioevo, da lì, in fondo, c’è arrivata tanta buona filosofia quanto ottime tradizioni delle cose fatte in casa o con le mani: vino, birra, olio, pasta, pane, alimurgia ecc…

Noi siamo come nani sulle spalle di giganti, così che possiamo vedere più cose di loro e più lontane, non certo per l’acume della vista o l’altezza del nostro corpo, ma perché siamo sollevati e portati in alto dalla statura dei giganti 

[cit. Bernardo di Chartre ] 

Bene, lasciamo in pace per un attimo nani e giganti e viviamo un po’ come nel passato

Ceramic bowl on white background

Munitevi di mandolina, quella a manovella così, nel frattempo, si fà un po’ di attività fisica

Munitevi di coccio in terracotta, lo trovate appeso al muro di qualche pub, ma non si può uscire, quindi chiedetelo alla nonna, ma fatevelo consegnare incelofanato e possibilmente da un corriere munito di autocertificazione.

Munitevi di coltello a mezzaluna con due manici; qualcuno di voi ancora lo usa?

Munitevi di tegami in rame, ma ricordatevi prima di tirarli a lucido, il virus persiste.

Munitevi di trinciante o coltello da cuoco.

L’ironia ci fa stare su con il morale, ma quegli aggeggi servono per davvero

Procediamo con la ricetta del Pane nel coccio di terracotta al forno

Fresh tomatoes and tomato juice on wooden table

Ingredienti: 

*[le unità di misura sono: a occhio, q.b., la manciata, la tazza …proprio come si faceva una volta]

  • Pane raffermo a fette, a occhio in quantità adatta al numero di commensali
  • Latte, q.b. per bagnare il pane duro
  • Pomodori freschi ben lavati (una varietà vale l’altra, insomma va bene quel che passa in convento), a occhio in quantità adatta al numero di commensali
  • Funghi freschi (quelli sceglieteli bene, non di certo i primi che vi capitano sotto mano in giardino, capiamo il fascino dello spontaneo di campo, ma a tutto c’è un limite) ben lavati, una manciata 
  • Prezzemolo fresco ben lavato, una manciata
  • 1 Uovo fresco 
  • Qualsiasi tipo di salume presente nel frigorifero, q.b. per la grandezza del coccio
  • 1 spicchio di aglio
  • Qualsiasi tipo di formaggio a pasta filata presente nel frigorifero, q.b. per la grandezza del coccio

raw mushrooms in bowl, mushrooms redy for cooking

Procedimento:

  1. Mondare (sciacquare per bene con acqua fresca corrente) ortaggi e odori
  1. Tritare gli odori (prezzemolo e aglio) con il coltello a mezzaluna con due manici
  1. Tagliare tutti gli ortaggi (pomodori e funghi) con il trinciante 
  1. Passare i pomodori alla mandolina
  1. Cuocere nel I° tegame di rame i funghi con del prezzemolo e dell’aglio a occhio
  1. Cuocere nel II° tegame di rame la polpa di pomodoro filtrata dalla mandolina e aggiungere dell’aglio a occhio
  1. Bagnare le fette di pane raffermo in un po’ di latte, fino a completo assorbimento a pane ammorbidito
  1. Bagnare il fondo del coccio di terracotta con della polpa di pomodoro e iniziare a disporre le fette di pane come se si stesse facendo una lasagna
  1. A ogni nuovo strato di pane coprilo con questa sequenza di ingredienti: polpa di pomodoro, funghi cotti trifolati, formaggio a pasta filata e salume; così fino a riempimento quasi all’orlo

  1. Infornare e cuocere a 180° per 30 – 40 minuti, giusto il tempo per farlo diventare amalgamato, asciutto ma non troppo croccante
  1. Quasi a cottura ultimata, la ciliegina sulla torta: rompere l’uovo e lasciarlo cadere sull’ultimo strato di pane, ben coperto di salsa di pomodoro, come se lo si volesse cuocere al tegamino. Il trucco: il tuorlo non deve diventare solido

Servitelo caldo e filante, ricordandovi: il tuorlo cotto liquido sarà la cremina di accompagnamento 😉 

Buon Appetito

Piaciuta la nostra ricetta di fortuna? La vostra qual’è, raccontarcela?

Leave a reply

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.